Caffè liscio o corretto?
Caffè "liscio o corretto?": Alambicchi e caffettiere. E' scientificamente provato: il caffè ha effetto tonico sul cuore e sul sistema nervoso: l'alcol invece dilata i vasi sanguigni e rilassa; in combinazione, oltre ad agevolare la digestione, danno una netta sensazione di benessere e vigore.
Da stimolante il caffè diventa corroborante.
E poi, ha successo quel che funziona.
Lo dimostrano, innanzitutto, i liquori che lo hanno per ingrediente di primo piano, come il Cafè di Carlotto o le sambuche "nere" che troviamo sotto le etichette Boschiero, Bassanina e altre.
Poi, con il caffè in tazzina, entra in gioco il calore che eterea la bevanda.
Bisogna però distinguere tra "correzione", vale a dire l'aggiunta di un alcolico alla bevanda, e resentin, che tradotto dal dialetto sta per "risciacquo" della tazzina: ovviamente la prima privilegia il caffè; la seconda, il distillato.
Per la correzione è valida l'abitudine di usare la classica grappa bianca veneta, che conferisce tenore alcolico e leggero aroma, ma ancor meglio è una Stravecchia o un Brandy, che per il lungo contatto con il legno di quercia, fanno esalare aromi nitidi di tostato e spezie.
Per il resentin è meglio qualcosa di più raffinato, come il distillato di frutta con nocciolo - prugne, ciliegie o susine - per il gusto di mandorla che si accorda perfettamente al caffè, parola di Gianni Capovilla, che è uno che di queste cose se ne intende.
Sarebbe poi necessario entrare nel merito del caffè e delle sue varietà, da quelle aromatiche a quelle "cioccolatose".
Per esplorare questa giungla di sapori la raccomandazione è per un locale del centro storico di Vicenza, il bar Pigafetta, sull'angolo dell'omonima contrà, appena dietro Piazza dei Signori: Gigi e Carla, oltre proporre tutti i caffè gourmet, dal leggendario Blue Mountain della Giamaica alle migliori miscele napoletane (senza dire del resto), hanno compilato una speciale lista di oltre 25 caffè "liquorosi" in una girandola di alcolici nostrani e forestieri.
